Pubblicato in 2021, Le notizie del portale a buon diritto il 07 gen, 2022

La Corte europea dei diritti umani: l’Italia dia spiegazioni sul caso Magherini

La Corte europea dei diritti umani: l’Italia dia spiegazioni sul caso Magherini | A Buon Diritto Onlus

L'articolo del nostro presidente, Luigi Manconi, su La Repubblica del 7 gennaio 2021


La tecnica è questa: l'uomo sottoposto a fermo, che si sottrae o reagisce o resiste, viene costretto prono a terra, i polsi ammanettati, mentre uno o più agenti premono con il peso del corpo sulle sue spalle e sulla sua schiena, per un tempo di durata variabile (37 minuti nel caso di Luca Ventre di cui più oltre dirò). A completare quella manovra, il braccio di uno degli operatori (poliziotti, carabinieri, ma anche vigili urbani nella vicenda di Andrea Soldi, a Torino) serra il collo del fermato. La combinazione tra le due mosse - la compressione del torace e la stretta sulla gola - impedisce la normale respirazione e può determinare una sindrome asfittica e, infine, la morte.

È quanto è accaduto, nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014, al trentanovenne Riccardo Magherini, fermato da una pattuglia di carabinieri a Borgo San Frediano, a Firenze. Nonostante fosse in stato di evidente alterazione e palesemente inoffensivo, gli venne applicata proprio quella tecnica. Potremmo definirla "codice Floyd", perché è stato quel dispositivo a provocare la morte dell'afroamericano George Floyd il 20 maggio 2020 a Minneapolis. Ora, su richiesta della Corte europea dei diritti umani (Cedu), che ha proceduto a un preliminare vaglio di ricevibilità del ricorso dei familiari di Magherini, il governo italiano deve rispondere ad alcuni interrogativi a proposito della legittimità di quella tecnica di fermo; e del fatto che essa possa mettere in pericolo i fondamentali diritti della persona, innanzitutto quello alla vita.

Dunque, si esigono chiarimenti su questioni sollevate dall'esame dei fatti, degli atti, delle sentenze e della normativa italiana, che segnalano possibili violazioni della Convenzione europea. Si tratta di una comunicazione al governo, che annuncia l'apertura di un procedimento a carico dell'Italia: un vero e proprio "atto di accusa" contro gli apparati del controllo e della repressione e contro la politica che li governa.

Tra le domande poste al nostro governo, ecco le più rilevanti: l'uso della forza da parte dei carabinieri è stato "assolutamente necessario e strettamente proporzionato" al raggiungimento dello scopo perseguito (il contenimento della persona fermata)? Le autorità pubbliche hanno garantito che fosse tutelata dagli operatori la particolare condizione di vulnerabilità del soggetto in questione? Le stesse autorità possono dimostrare di aver fornito agli agenti che operano in circostanze simili una formazione adeguata, capace di evitare abusi e trattamenti inumani e degradanti?


Qui l'articolo completo.


Verità e giustizia per Riccardo Magherini.