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Nello specchio delle parole

Viatico, non epitaffio

Federico Abati

La trasgressione

Era la fine degli anni Ottanta, ogni idea era una guerra, ogni strada un campo di battaglia. Venivamo dai movimenti di massa degli anni precedenti, imbevuti di ideologie, di consapevolezza delle nostre forze e dei nostri diritti; anche la cultura musicale che veniva dall'estero, sparando a tutto volume le sue rabbie, influenzava, e indirizzava, la voglia di schierarsi: non c'era spazio per la mediazione, e nessuno la cercava. Gli anni di piombo ci avevano solo sfiorati, e molti di noi, nostalgici di quegli anni, cercavano di urlare i loro messaggi con la trasgressione.

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Radici

Su Luvulesu

Il colle di Buoncammino, nel centro storico di Cagliari, è una zona invidiata da tutti i cagliaritani; dalla sua sommità si ha una vista mozzafiato sul golfo, si potrebbe definire un " bonsai del Gianicolo". L'antico castello sovrasta l'intera città, maestoso nella sua esteriorità, opprimente nelle sue budella interiori. Lì dentro si svolgeva la mia vita.
Vi ero entrato quattro anni prima, dopo un lungo viaggio nel gabbiotto del furgone blindato, con le mani ammanettate dietro la schiena. Era durato così a lungo quello scomodo viaggio che mi sentii consolato quando i carabinieri aprirono il furgone per farmi scendere.

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Ripartenza

Mr. Mag

Ci sono momenti nella vita in cui decidi di astenerti. Momenti in cui  sentirsi il protagonista della tua esistenza si fa così insopportabilmente pesante che l'idea di abbandonare le tavole del palcoscenico della vita, ti sembra l'unica soluzione possibile. Così ti siedi in platea, dimenticandoti d'essere un essere pensante, di essere un uomo con emozioni, opinioni, passivo spettatore delle storie d'altri, appena sfiorato dallo scorrere del tempo. Resti in disparte, nelle retrovie, in difesa, cerchi di tenerti lontano dalle umiliazioni, dalle passioni, dal tempo che non ti vede più presente.

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Punk è morto?

Jose Ignorant

È un luogo lontano e sperduto nella mia memoria, eppure lo riconosco in un istante, l'ingresso del palazzo in cui vivevo con la mia famiglia quando avevo circa otto anni, impossibile dimenticare uno degli ambienti in cui ho trascorso ore della mia infanzia giocando, lo stesso posto dove hanno cercato di violentare la maggiore delle mie tre sorelle senza fortunatamente riuscirci. In quell'androne di cemento grigio tutto mi è familiare, ogni cosa, tranne il volto che ho di fronte, ma basta un attimo e afferro anche quello. La mia professoressa di lettere della terza media mi sta guardando negli occhi e ho l'impressione che tra pochi secondi ci stringeremo in un profondo e appassionato bacio.

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