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Osservatorio sulla contenzione a cura di Grazia Serra

Mi chiamo Grazia Serra e nell’Agosto del 2009 ho scoperto un mondo a me prima totalmente estraneo. Il 3 agosto di quell’anno mi recai nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania per fare visita a mio zio che in quei giorni era ricoverato lì, ma non mi fu concesso e, solo dopo ne ho compreso la vera motivazione.

Mio zio Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, è morto in quel reparto dopo essere stato sottoposto a più di ottanta ore di contenzione. E’stato legato a un letto di quel reparto mentre dormiva ed è stato slegato alcune ore dopo il decesso. Mio zio è morto lentamente, solo, tra l’indifferenza di chi aveva il dovere di curarlo e la sofferenza di altre persone che come lui stavano subendo la stessa tortura. Perché è di questo che si tratta, la contenzione è una tortura.

Insieme all’associazione A Buon Diritto vogliamo documentare, raccogliere storie e testimonianze, segnalazioni e denunce di altre persone che hanno subito gli stessi trattamenti, di loro parenti o amici. Di chi è venuto a sapere di vicende che hanno a che vedere con il Trattamento sanitario obbligatorio, con gli Ospedali psichiatrici giudiziari, con i reparti psichiatrici e le cliniche per le malattie mentali. Pensiamo che far conoscere quanto troppo spesso rimane in ombra, denunciare abusi e illegalità, raccontare sofferenze ingiustamente inflitte sia il primo passo per impedire che tutto ciò si perpetui e si riproduca.

 

Il trattamento sanitario obbligatorio come privazione della libertà

Una storia vera
Slegami. Osservatorio sulla contenzione

Valeria Rossi (nome di fantasia) esercita dal 2001 la professione di medico specialista in neurologia presso un ospedale italiano. A causa di una malattia, nel giugno del 2003, viene operata e dopo due mesi di convalescenza riprende la propria

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