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Le Storie

Stefano Gugliotta

Stefano GugliottaLa vicenda

La sera del 5 maggio 2010 Stefano Gugliotta, 25 anni, romano, dopo aver cenato con i suoi genitori esce per raggiungere il cugino che compie gli anni. Quella stessa sera a Roma allo Stadio Olimpico si svolge la finale di Coppa Italia Roma-Inter. Stefano è senza casco alla guida del motorino di un suo amico che avendo le stampelle non è nelle condizioni di guidare; i due si spostano insieme alle macchine di altri loro amici per raggiungere la festa del cugino di Stefano.

Una volta arrivati a Viale Pinturicchio giunge sulla sinistra un poliziotto in assetto antisommossa che, avvicinatosi a Stefano, lo colpisce con violenza al viso. L’amico seduto dietro scende, il poliziotto urla ai due chiedendo cosa stiano facendo e Stefano incredulo chiede al poliziotto cosa stia facendo lui. L’amico di Stefano intanto riesce ad allontanarsi di corsa nonostante le stampelle e nonostante il poliziotto cerchi di inseguirlo: tra i due si frappone col motorino Stefano, che a questo punto però rimane solo con l’agente. Arriva un secondo poliziotto che tira un calcio, secondo lui e secondo quanto riferirà al momento della testimonianza, al motorino, secondo Stefano alla propria coscia, visto anche il livido che gli rimane a lungo. Alla fine si riversano su di lui dieci poliziotti in tenuta antisommossa, che lo portano su una camionetta prima di trasferirlo alla questura dello Stadio Olimpico, e successivamente a Regina Coeli dove verrà detenuto per una settimana.

Le accuse nei confronti di Stefano sono quelle di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Tali accuse decadono e il ragazzo viene prosciolto grazie a un video girato col cellulare da un abitante del palazzo di fronte al luogo dell’accaduto. Il video nei giorni successivi alla vicenda è circolato su vari media nazionali e da più parti è stato osservato che la violenza da parte degli agenti è stata eccessiva e gratuita. Gugliotta viene visitato sia in questura dal 118 sia in carcere: i medici refertano in entrambi i casi le ferite riportate dal giovane: lividi, lesioni alla testa, un dente rotto. Gugliotta nella sua denuncia riferisce che, dopo esser stato visitato dal 118, uno dei dirigenti della caserma vicino all’Olimpico gli dà da firmare un foglio su cui è già sbarrata la casella "rifiuto di ricovero". Gugliotta decide di non firmare, non avendo rifiutato nessun ricovero e non essendogli stato nemmeno proposto. Il modulo gli viene allora riportato, stavolta in bianco, senza casella sbarrata. Stefano firma e scrivendo però di suo pugno "non rifiuto il ricovero". Sempre secondo la sua testimonianza il dirigente infastidito se ne sarebbe andato strappando il foglio. Per questi fatti il dirigente in questione subirà un processo, che deve ancora partire.

Il processo

Nel giugno 2014 è stata emessa dalla X sezione del Tribunale di Roma la sentenza che prevede la condanna di nove poliziotti a quattro anni di reclusione per lesioni gravi. A maggio il pm Pierluigi Cipolla aveva chiesto tre anni di reclusione per il poliziotto che per primo aveva colpito Gugliotta e due per gli altri. Alla fine la pena è stata più aspra e il giudice ha disposto per gli agenti anche l’interdizione dai pubblici uffici per quattro anni e un risarcimento di 40 mila euro da dare a Stefano Gugliotta. In aula erano presenti Lucia Uva e Claudia Budroni che insieme alla famiglia Gugliotta hanno espresso soddisfazione alla lettura della sentenza.

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