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Sgomberi: la lettera che la Rete Legale per i migranti in transito ha inviato alle istituzioni romane

Roma, 21 novembre 2018 - In seguito agli sgomberi verificatisi in questi giorni a Piazzale Maslax e a Piazzale Spadolini, oggi le associazioni della Rete legale per i migranti in transito (A Buon Diritto Onlus, Baobab Experience, CIR e Radicali Roma) hanno inviato una lettera all’Assessore alla persona, alla scuola e alla comunità solidale del Comune di Roma Laura Baldassarre, al Prefetto Paola Basilone e al Questore Guido Marino per chiedere, con ancora più urgenza date le condizioni climatiche avverse, che venga garantita a richiedenti asilo, beneficiari di protezione, persone vulnerabili e bisognose di cure un posto adeguato nel circuito di accoglienza cittadino.

 

Qui di seguito il testo della lettera delle associazioni:

Oggetto: segnalazioni successive allo sgombero del presidio informale sito in Roma, via Gerardo Chiaromonte

In vista ed in seguito alle operazioni di sgombero del presidio informale in oggetto svoltesi in data 13 novembre u.s., la proficua collaborazione fra le associazioni della Rete Legale - Baobab Experience, A Buon Diritto Onlus, CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati), Radicali Roma - i volontari di Baobab Experience e operatori della Sala Operativa Sociale (SOS) ha consentito l’allocazione di 127 persone nei centri di accoglienza messi a disposizione dal Comune di Roma.

Tuttavia, come è oramai noto alle amministrazioni di Roma Capitale, non tutti gli aventi diritto hanno trovato accoglienza. Vi sono ancora 42 persone tra quelle preventivamente segnalate al Comune e alla SOS che dormono all’addiaccio oramai da una settimana e che, nella giornata di ieri, sono state ulteriormente sgomberate da Piazzale Spadolini. 

Fra le 41 persone – si ripete, già segnalate nei giorni precedenti e successivi allo sgombero – vi sono 19 richiedenti asilo, 3 beneficiari di protezione internazionale, 12 con permesso di soggiorno per motivi umanitari e 2 con permessi di soggiorno per attesa occupazione e 6 senza documenti. In questa settimana la SOS, più volte sollecitata, ha dichiarato l’impossibilità di accogliere nuove persone, ponendosi in contrasto con i numeri dichiarati nell’incontro del 6 novembre u.s. con l’Assessorato alla persona, scuola e comunità solidale, che aveva messo a disposizione 120 posti estendibili a 170 una volta giunti ad esaurimento i primi. 

Tra accolti e persone attualmente in strada, giova ricordare, vi sono richiedenti asilo accoglibili nei centri di accoglienza straordinaria (CAS), per i quali è stata già fatta adeguata segnalazione. In questo modo, si potrebbero liberare ulteriori posti del circuito cittadino, rivolto a italiani e stranieri. Tali situazioni risultano al momento bloccate per mancanza di comunicazione o volontà di Questura – Ufficio immigrazione, Prefettura e Comune.

Già in data 31 ottobre u.s. la Rete Legale chiedeva espressamente alla Questura di Roma delucidazioni in merito ai ritardi nell’assegnazione dei centri di accoglienza ai richiedenti asilo, nonché spiegava l’impossibilità di fornire un indirizzo reale al momento della presentazione della domanda di protezione internazionale proprio in virtù della mancanza di un centro e che questa richiesta, in contrasto con la normativa, non dovesse assolutamente impedire l’accesso alla procedura e all’accoglienza. Questa pratica, come già evidenziato dalle scriventi associazioni negli ultimi anni, produce immotivatamente irregolarità, precarietà esistenziale e alloggiativa e si pone in contrasto con le esigenze di ordine e sicurezza pubblica, sempre più spesso richiamate nel corso
degli sgomberi. 

Lasciano sconcertati, poi, le affermazioni del Prefetto di Roma Paola Basilone in merito alla “scelta” dei migranti “di restare in strada”. Nessuna persona, che sia straniero o cittadino italiano, sceglie scientemente di vivere per strada esposto alle intemperie e ai pericoli della città. È oltremodo semplicistico sostenere che le condizioni che portano i migranti ad allontanarsi dai centri senza potervi rientrare, vivere o dormire all’addiaccio possano essere ricondotte ad un mero “rifiuto”. 

A tal proposito è necessario chiarire che nessun censimento è stato operato dal Campidoglio nei mesi precedenti lo sgombero, né tanto meno lo stesso è intervenuto nella complessa trattativa delle associazioni con l’Assessorato alla persona, scuola e comunità solidale, unica amministrazione ad aver presentato un’ offerta dopo continue sollecitazioni.

Alla luce di quanto esposto, si torna a chiedere, oggi con ancora più urgenza date le condizioni climatiche avverse, che venga garantita a richiedenti asilo, beneficiari di protezione, persone vulnerabili e bisognose di cure un posto adeguato nel circuito di accoglienza cittadino, così come concordato nell’incontro del 6 novembre u.s..

Rimanendo a disposizione per ulteriori informazioni, si manifesta piena disponibilità a collaborare per l’allocazione adeguata delle persone ancora bisognose di una sistemazione alloggiativa.

Cordiali Saluti,

Le Associazioni della rete legale per i migranti in transito: Baobab Experience A Buon Diritto Onlus CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati) Radicali Roma.
 

 

 

Pubblicato: Mercoledì, 21 Novembre 2018 19:38

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