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Italia - Razzismo

La micro impresa parla sempre più straniero

l'Unità, 20-03-2014
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Nell’ultimo anno, le imprese con titolare straniero sono cresciute, e molto. In Italia sono circa 497mila unità e incidono per l’8,2 per cento sul totale delle realtà esistenti. I dati di Unioncamere sottolineano il dinamismo del fenomeno delle imprese con titolare straniero, le quali dal 2012 hanno registrato un saldo totale positivo di quasi 20mila unità, aumentando del 4,9 per cento rispetto al 2012. Come si può spiegare una tale, costante crescita delle piccole aziende condotte da imprenditori non italiani, in una congiuntura segnata così profondamente dalla crisi globale, e dalla riduzione altrettanto costante del numero di imprese italiane? Molte le ragioni.

La scelta del lavoro autonomo rappresenta una risposta reattiva alle difficoltà di inserimento sociale e di accesso al mercato del lavoro dipendente. Minoranze svantaggiate, per carenza di risorse e per scarsa padronanza della lingua, e con un grado di formazione ridotto o poco spendibile, accettano un attività indipendente, anche marginale e poco remunerativa, che richiede un basso livello di investimenti. Il lavoro autonomo è quindi, nella gran parte dei casi, una soluzione di ripiego, cui si è costretti dagli ostacoli che incontra l aspirazione a un lavoro dipendente stabile e remunerato in maniera adeguata. Ma non è questa l’unica ragione del successo delle imprese etniche. Uno dei principali fattori di agevolazione di sviluppo è rappresentato dall ambiente. Ovvero dal fatto che nascono e vivono all interno di una rete «di comunità» (intesa in senso ampio e non rigido) e che utilizzano tutte le opportunità dalla stessa offerte. Ne discende, per molte di quelle imprese, qualcosa di assimilabile a una specializzazione etnica: un numero ristretto di settori di impiego, il ricorso a manodopera costituita in gran parte da connazionali, spesso esclusi da qualunque regolamentazione di natura contrattuale, salariale e previdenziale, e ecco un fenomeno in forte espansione la produzione e la commercializzazione di merci tipiche dei paesi di provenienza (abbigliamento, alimenti).

In quest ultimo caso, tali imprese soddisfano una richiesta di prodotti etnici che giunge sia dai connazionali presenti nel nostro paese, sia da un numero crescente di italiani. Ma ci sono anche imprenditori stranieri che si sono perfettamente inseriti nel mercato biologico italiano con prodotti locali. Ne è un esempio la cooperativa romana Barikamà pedalate gestita da Suleman, Aboubakar, Sidiki, Cheikh, Modibo e Youssouf che produce lo yogurt a chilometro zero, utilizzando solo ingredienti laziali. La vendita avviene nei circuiti dei mercati biologici e dei gruppi di acquisto solidali presenti in città. Ma i sei imprenditori riforniscono anche alcuni ristoranti della zona, tra i quali il Grandma bistrot che ha fatto del loro yogurt una specialità del brunch. Il tratto che più caratterizza Barikamà, oltre all’ottima qualità della produzione, è la consegna a domicilio in bicicletta, e nel sito barikama.altervista.org è possibile trovare tutti i dettagli. Insomma, quello delle imprese straniere è un fenomeno vivace e in continuo mutamento.

Pubblicato: Giovedì, 20 Marzo 2014 18:38

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