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Il 3 maggio è stata la giornata mondiale della libertà di stampa. Una giornata, voluta dall’Unesco, che dal 1997 conferisce il premio mondiale per la libertà di stampa Guillermo Cano a persone, organizzazioni o istituzioni che hanno dato un contributo evidente alla difesa e alla promozione della libertà di espressione ovunque nel mondo, specialmente dove essa è minacciata. Il nome del premio non è casuale. È quello di un giornalista colombiano assassinato nel 1986 all’ingresso della sede del giornale per cui lavorava, El Espectador.

Sono molti giornalisti costretti a fuggire dal loro paese e chiedere asilo. Di loro non si conosce il numero perché spesso, una volta arrivati nel nuovo stato, preferiscono mantenere l’anonimato, spiega l’associazione A buon diritto. Questo significa che la decisione di chiedere o meno il riconoscimento della professione in Italia, diventa una scelta da ponderare molto dettagliatamente: sia perché si tratterebbe di uscire allo scoperto e, dunque, rischiare sia perché la procedura burocratica è molto lunga. Ma qualcuno di temerario c’è. All’inizio di maggio Jean Claude Mbede, giornalista camerunense rifugiato in Italia dal 2008, si è iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti professionisti. È la prima volta in Italia e si spera che non rimanga l’unico.

Jean Claude MBEDE FOUDA: “Così un addetto romano rifiutò di pagarmi un assegno del Presidente Napolitano”

Jean Claude MBEDE FOUDA: “Così un addetto romano rifiutò di pagarmi un assegno del Presidente Napolitano”

Esclusivo- Per la prima volta parla il fondatore di All tv in una riunione con la redazione.
20 ottobre 2014
Marsela Koci
E se l’avessimo rispedito indietro per obbedire al discorso populista di quel 2008 che segnò l’inizio della crisi economica che colpiva l’Italia e l’Europa tutta? Quell’anno Pdl e

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Il primo giornalista rifugiato e la sua All Tv

l'Unità, 16-11-2013
Italia-razzismo
Due settimane fa è stato presentato a Milano il progetto «All tv». Si tratta di una web tv visibile dal sito www.all-tv.tv, realizzata da Jean Claude Mbede con il sostegno dei fondi europei per i rifugiati (appena 15mila euro). L’ideatore di questo programma è un

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Valentina Brinis, di A buon diritto, ha raccolto la testimonianza di Mbede.

È la ricostruzione meticolosa di un semplice, semplicissimo, percorso burocratico. Ovvero le peripezie di un rifugiato, giornalista nel paese d’origine, e la sua improba fatica per ottenere il riconoscimento del suo status professionale in Italia. Un esempio, tra i molti possibili, di come si possa

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