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Tutte le notizie dall'associazione a buon diritto

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A Buon Diritto nasce nel giugno del 2001 allo scopo di promuovere alcune questioni di grande rilievo pubblico, relative all'esercizio di diritti riconosciuti.
  1. mare jonioMare Jonio: appello del Tavolo Asilo per l’immediato sbarco a Lampedusa e contro la criminalizzazione del soccorso in mare.

    Le organizzazioni del Tavolo Asilo richiedono lo sbarco immediato a Lampedusa delle 49 persone soccorse da Mare Jonio. Basta con lo smantellamento del sistema del soccorso in mare e dei suoi principi e con la criminalizzazione della solidarietà.

    In base all’articolo 10ter del Testo Unico sull’Immigrazione, “lo straniero rintracciato in occasione dell'attraversamento irregolare della frontiera interna o esterna ovvero giunto nel territorio nazionale a seguito di operazioni di salvataggio in mare è condotto per le esigenze di soccorso e di prima assistenza presso appositi punti di crisi” (…).Poiché la nave Mare Jonio batte bandiera italiana, i naufraghi sono di fatto già sul territorio nazionale. E’ pertanto obbligo per l’Italia accogliere le persone messe in salvo in quanto, se allontanate, si configurerebbe un respingimento collettivo illegittimo. Inoltre, nel caso di specie, il soccorso è stato effettuato in ottemperanza agli artt. 490 e 1158 del codice della navigazione italiana.

    Il Tavolo Asilo chiede che le persone a bordo della Mare Jonio vengano fatte immediatamente sbarcare e che non venga dato seguito alla sollecitazione del Ministro dell’Interno di mettere sotto accusa l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, poiché non esisterebbero i presupposti oggettivi per tale incriminazione.

    A Buon diritto onlus, ACLI, ActionAid, Amnesty International Italia, Arci, CNCA, Emergency, FCEI -MH, Focus CDS, Intersos, Legambiente, Médecin du Monde, Medici Senza Frontiere, Oxfam e Senza Confine del Tavolo Asilo Nazionale.

  2.  

    Comunicato stampa

     

    san ferdinando baracc

    Medici per i diritti umani (Medu) e A Buon Diritto onlus valutano in modo estremamente negativo la decisione di attuare un ennesimo e precipitoso sgombero della baraccopoli di San Ferdinando, previsto per la giornata di mercoledì 6 marzo. Non si discute certo la necessità di evacuare un insediamento le cui condizioni abitative ed igienico-sanitarie sono drammatiche, quanto l'estemporaneità di un'azione di sgombero attuata senza un'adeguata pianificazione in grado di tutelare la dignità e i diritti delle persone ospitate. Per cominciare, nonostante la Prefettura abbia informato gli interessati circa l’operazione di sgombero e offerto ad alcuni la possibilità di trasferimento “a mezzo di pullman messi a disposizione dalla Prefettura di Reggio Calabria presso il CAS/SIPROIMI appositamente individuato dal Ministero dell’Interno”, a nessuno è stata comunicata l’esatta destinazione. Non è stato inoltre comunicato se siano previste soluzioni per le persone non inserite nelle liste preparate dalla Prefettura nelle settimane precedenti l’improvviso ordine di sgombero immediato. Tutto ciò avviene inoltre senza tenere in alcuna considerazione né i diritti individuali dei lavoratori migranti né gli impegni presi da istituzioni e associazioni regionali e locali nella direzione di un’azione graduale e di largo respiro volta all’inclusione sociale, abitativa e lavorativa dei migranti, in grado di favorire lo sviluppo dell’economia locale e di rivitalizzare un territorio sempre più spopolato e depresso.

    Medu e A Buon Diritto hanno più volte denunciato le drammatiche condizioni di vita e di lavoro dei migranti nella Piana di Gioia Tauro, che in poco più di un anno sono costate la vita a quattro persone, assassinate o morte bruciate nei ripetuti roghi della baraccopoli, in quella che Medu non ha esitato a definire una “lenta e colpevole strage”. Nel corso dei sei anni di attività medica e socio-legale della clinica mobile, inoltre, Medu ha ripetutamente chiesto alle istituzioni locali e nazionali di impegnarsi in azioni urgenti e indifferibili per garantire condizioni abitative dignitose e sicure ai lavoratori migranti della Piana di Gioia Tauro, fornendo a tal fine dati e proposte concrete. L’esperienza di questi anni ha infatti più volte dimostrato che soluzioni temporanee, prive di un’accurata pianificazione e che non tengono conto dei bisogni del territorio e delle condizioni individuali dei lavoratori, risultano nel tempo del tutto fallimentari e inutilmente dispendiose.

    La prima tendopoli allestita dal Ministero dell’Interno nel 2013, in seguito allo smantellamento della baraccopoli esistente, per esempio, è stata poi inglobata da una nuova baraccopoli, ancor più estesa della precedente. E di tendopoli in tendopoli si è giunti alla situazione odierna: un insediamento informale dove vivono circa 2.000 persone in condizioni drammatiche, affiancata da una tendopoli che ne ospita poco meno di 500. E’ facile prevedere che l’ennesimo intervento di sgombero attuato senza un’adeguata programmazione in termini di accoglienza immediata e di inclusione socio-abitativa nel medio periodo non farà altro che riprodurre un circolo vizioso che accresce il numero di persone costrette a vivere in condizioni di estrema marginalità e le aree di esclusione e degrado. Tutto ciò avviene poi in un contesto in cui l’applicazione del DL Salvini rende più precaria la condizione giuridica e sociale di molti stranieri, in particolare dei titolari di protezione umanitaria.

    Medici per i Diritti Umani e A Buon Diritto chiedono che prima di qualsiasi operazione di sgombero la Prefettura fornisca con il necessario anticipo indicazioni puntuali circa l'esatta destinazione dei destinatari del provvedimento e il numero di posti disponibili. Inoltre Medu e A Buon Diritto ribadiscono con forza la necessità di agire fin da subito con azioni di sistema sulla legalità e la dignità delle condizioni di lavoro e con la proposta ai migranti di soluzioni abitative adeguate.

    L'Unità Mobile di Medu sarà presente anche mercoledì nell'area adiacente alla baraccopoli per offrire assistenza sanitaria e orientamento socio-legale alle persone presenti.

     

    Ufficio stampa
    tel. e fax 06/97844892 cell. 334/3929765
    comunicazione@mediciperidirittiumani.org

     

    loghi medu e abd

     

     

     

     

     

     

     

  3. migranti 1Comunicato stampa, 21 febbraio 2019.

    La Rete legale migranti in transito di Roma – composta da A Buon Diritto onlus, Baobab Experience, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Radicali Roma - presenterà domani venerdì 22 febbraio 2019, alle ore 13.00, a Piazzale Spadolini, il risultato di un anno di attività di tutela di cittadini stranieri richiedenti asilo, beneficiari di protezione, transitanti, presi in carico nel 2018.

    Abbiamo dato assistenza a 342 persone per la ricerca di soluzioni concrete di accoglienza e protezione, tra cui oltre il 28% richiedenti asilo, alcuni con un riconoscimento di protezione internazionale a cui non sono seguite adeguate misure di integrazione (11%) e oltre il 10% di persone con protezione umanitaria per le quali ora si apre un destino più che mai incerto. Questi alcuni dei dati emersi per il 2018.

    All’interno delle attività realizzate, la Rete si è mobilitata per garantire la tutela dei diritti delle persone trattenute sulla nave Diciotti che erano transitate a settembre scorso nel presidio nei pressi della stazione Tiburtina dopo lo sbarco a Catania. Nell'ambito del nostro lavoro di informativa e orientamento legale sulle norme e procedure vigenti a livello nazionale ed europeo e sugli strumenti di tutela dei diritti, nel corso di più incontri, sono state ascoltate e raccolte le testimonianze dei migranti, i quali chiedevano spiegazioni sul perché fossero stati trattenuti e su quali azioni di tutela fossero previste in casi del genere. Da qui è maturata l'idea di portare la vicenda in sede giudiziaria, affidando l'incarico all'avv. Alessandro Ferrara.

    Nella conferenza verranno spiegati i dettagli di questa e delle altre azioni di tutela nel corso di quest'anno di attività. Sarà presente anche Riccardo Magi, deputato, salito per primo a bordo della Diciotti per verificare le condizioni delle persone bloccate in mare.

  4. wecloming europe chiusura

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Oltre 65.000 firme raccolte in Italia, ben diecimila in più di quelle previste come quota minima per il nostro Paese, per Welcoming Europe. Per un'Europa che accoglie: l'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) rivolta alla Commissione Ue con la richiesta di cambiare alcune norme in materia di tutela dei diritti e migrazioni, lanciata il 20 aprile 2018. Tre gli obiettivi proposti: rafforzare i corridoi umanitari per i rifugiati, decriminalizzare gli atti di solidarietà, tutelare le vittime di abusi alle frontiere.

    37.700 firme raccolte attraverso una piattaforma on-line e circa 27.500 su moduli cartacei nelle centinaia di banchetti organizzati in tutta Italia grazie alle centinaia di volontari impegnati in dieci mesi di campagna intensi e così difficili per le organizzazioni della società civile che si occupano di tutela dei diritti e contrasto alle discriminazioni, spesso oggetto di attacchi e vere e proprie campagne diffamatorie. Oltre 140 le organizzazioni coinvolte nella campagna promossa da Radicali Italiani, Fcei, Legambiente, Cnca, Fondazione Casa della Carità, Oxfam, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, AOI, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione e lo sviluppo, ActionAid, A Buon Diritto, Acli, Arci, Baobab Experience, CILD, con l'adesione di importanti realtà come Centro Astalli, Caritas, Fondazione Migrantes, Sant'Egidio, Libera, Cgil, Fiom, Cisl, Diaconia Valdese, Altromercato, Banca Etica, Cir, Open Arms, Seawatch, Fondazione Alexander Langer, Amref, Rainbow for Africa, Amnesty International e decine di altre organizzazioni a livello nazionale e locale. Decine le iniziative organizzate in tutta Italia per confrontarsi sui temi della proposta e raccogliere le firme.

    Da questo bilancio, tutto positivo per l'Italia, nasce "Siamo noi l'Europa che accoglie!", il titolo dell'evento di chiusura di mercoledì 20 febbraio, presso l'Aula dei Gruppi della Camera dei deputati: una rivendicazione - in un contesto italiano ed europeo sempre più schierato su approcci securitari e di chiusura - da parte di tante realtà, anche molto diverse tra loro ma unite, da un lato, nel portare proposte nel dibattito pubblico e cercare soluzioni alle grandi questioni legate alle migrazioni che stiamo affrontando a livello nazionale ed europeo, coinvolgendo i cittadini e offrendole alle istituzioni; dall'altro, lavorando ogni giorno nella società per dare corpo alle idee di inclusione, dignità, tutela dei diritti.

    La stessa compagine ha infatti promosso a livello nazionale la campagna Ero straniero. L'umanità che fa bene, raccogliendo, da maggio a ottobre 2017, oltre 90.000 firme su una proposta di legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi-Fini, che depositata alla Camera dei deputati il 27 ottobre 2017, oggi giace in Commissione affari costituzionali in attesa di essere discussa.

    Nonostante il successo italiano, a livello europeo non è stato raggiunto il milione di firme necessario per il deposito dell'Ice presso la Commissione europea, ma alcune delle proposte, grazie a un'intensa attività di pressione dei promotori sulle istituzioni europee, sono già state prese in esame e hanno trovato una prima attuazione.

    In particolare, l'ICE chiedeva di rafforzare i programmi di sponsorship, strumento alla base dei corridoi umanitari - attuati con successo da alcune organizzazioni religiose in Italia e in Europa - e di modificare il sistema di accesso ai fondi europei allargando la tipologia di soggetti (enti locali, società civile) che possano promuovere programmi di corridoi umanitari. Il 24 ottobre scorso, il Parlamento europeo ha adottato il bilancio per l’UE per il 2019 all'interno del quale una parte del fondo FAMI (Fondo asilo migrazione integrazione) è stata destinata proprio alle autorità locali che potranno accedervi direttamente per programmi su asilo e immigrazione, tra cui la "community sponsorship". Il Parlamento europeo ha inoltre approvato l’11 dicembre una risoluzione concernente i visti umanitari chiedendo che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca un visto umanitario europeo rilasciato presso ambasciate e consolati all'estero degli Stati membri, alle persone in cerca di protezione in modo che possano raggiungere l'Europa senza rischiare la vita.

    Anche in merito alla proposta di modificare la direttiva "facilitazioni" e impedire che si possa essere incriminati per aver prestato aiuto umanitario a persone senza documenti, sono stati fatti dei progressi grazie all'attività dei promotori: il 5 luglio, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione relativa alla creazione di linee guida per gli Stati membri con lo scopo di prevenire la criminalizzazione dell’aiuto umanitario e a settembre scorso Parlamento europeo e Commissione europea hanno raggiunto un accordo sull’istituzione di un Osservatorio europeo sulla criminalizzazione. Ormai da mesi, alcuni governi hanno adottato misure sempre più restrittive in questo senso, criminalizzando non solo i migranti, ma associazioni, persone singole e istituzioni impegnate nel prestare soccorso e qualsiasi tipo di aiuto umanitario.

    Questi i temi al centro dell'evento di chiusura affidati ai promotori, con il contributo di esperti e le testimonianze di operatori umanitari: Edoardo Zanchini (vice-presidente Legambiente), Paolo Pezzati (Oxfam Italia-AOI), Luca Negro (presidente FCEI), Roberto Zuccolini (Comunità di Sant'Egidio), Sara Prestianni (Arci), Marco Bertotto (Medici senza frontiere), Sean Binder (Emergency Response Centre International), Salvatore Fachile (Asgi), Piero Mangano (Cnca), Marco De Ponte (Segretario Generale ActionAid Italia), Riccardo Magi (deputato, Radicali Italiani). Insieme a Emma Bonino, Luigi Manconi (presidente A buon diritto), Alessandro Franceschini (Vice Presidente Altromercato), Guido Armellini (Chiesa metodista di Bologna), Enrico Calamai (portavoce Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos) e altri ospiti.

    Obiettivo dei promotori è ora proseguire nella campagna Welcoming Europe offrendo al nuovo Parlamento europeo le analisi e le proposte su cui sono state raccolte le firme e rafforzando la rete di realtà coinvolte a livello europeo per un'azione coordinata e quindi più efficace per cambiare le politiche su questi temi cruciali. In Italia, un documento con le proposte e gli obiettivi di Welcoming Europe sarà consegnato ai candidati alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.
    Allo stesso tempo, le realtà italiane a livello nazionale continuano a chiedere la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”: una proposta che intende affrontare il fenomeno migratorio in tutta la sua complessità innanzitutto introducendo la possibilità di regolarizzazione per i cittadini stranieri già radicati nel nostro paese e prevedendo canali diversificati di ingresso per lavoro, rivedendo gli attuali totalmente inefficaci. Nel rilanciare i contenuti della campagna, i promotori rivolgono ai parlamentari italiani un appello, affinché sia al più presto messa in calendario la discussione della pdl.

    Un ringraziamento speciale ai tanti che hanno sostenuto pubblicamente Welcoming Europe, tra cui Diego Bianchi, Lino Guanciale, Valerio Mastandrea, Alessandro Bergonzoni, Michela Murgia, Ascanio Celestini, Sandro Veronesi, Daniele Vicari, Costanza Quatriglio, Elly Schlein, Chef Rubio, Gad Lerner, Mimmo Lucano, Leoluca Orlando e tantissimi altri che ci hanno "messo la faccia", facendosi fotografare col proprio documento e invitando a firmare l'Ice. E a Mauro Biani e Gianluca Costantini per le illustrazioni donate.

     

  5. siamo noi we"Siamo noi l'Europa che accoglie!", evento di chiusura della campagna "Welcoming Europe".

    Mercoledì 20 febbraio, dalle ore 10.30 alle 13.00 a Roma, presso l'Aula dei Gruppi della Camera dei deputati in via di Campo Marzio 78, si svolgerà l'evento dal titolo: "Siamo noi l'Europa che accoglie!", che chiuderà la campagna di raccolta firme di "Welcoming Europe. Per un'Europa che accoglie": un'Iniziativa dei Cittadini Europei rivolta alla Commissione Ue per cambiare alcune norme in materia di tutela dei diritti e migrazioni.

    Sono tre gli obiettivi al centro della campagna: la decriminalizzazione degli atti di solidarietà, la creazione di corridoi umanitari per i rifugiati, la tutela delle vittime di abusi alle frontiere.

    L'iniziativa è stata promossa in Italia da Radicali Italiani, FCEI, Legambiente, Cnca, Fondazione Casa della Carità, Oxfam, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, AOI, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione e lo sviluppo, ActionAid, A Buon Diritto, Acli, Arci, Baobab Experience, CILD, con l'adesione di importanti realtà come Altromercato e Banca Etica, Centro Astalli, Caritas e Sant'Egidio, Libera e Cgil e decine di altre organizzazioni a livello nazionale e locale.

    Nel corso dell'evento del 20 febbraio i promotori tracceranno un bilancio della campagna di raccolta firme e, con il contributo di esperti e le testimonianze di operatori umanitari, faranno il punto sugli obiettivi dell'iniziativa.

    Interverranno, tra gli altri, Edoardo Zanchini (vice-presidente Legambiente), Paolo Pezzati (Oxfam Italia - AOI), Luca Negro (presidente FCEI), Roberto Zuccolini (Comunità di Sant'Egidio), Sara Prestianni (Arci), Marco Bertotto (Medici senza frontiere), Salvatore Fachile (Asgi), Piero Mangano (Cnca), Marco De Ponte (Segretario Generale ActionAidItalia), Riccardo Magi (deputato, Radicali Italiani).
    Saranno presenti Emma Bonino, Luigi Manconi (presidente A Buon Diritto onlus), Alessandro Franceschini (Vice Presidente Altromercato), Guido Armellini (Chiesa metodista di Bologna), Enrico Calamai (portavoce Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos) e altri ospiti.

    Il testo delle proposte è disponibile sul sito: http://welcomingeurope.it/

    Per partecipare occorre accreditarsi scrivendo a info@welcomingeurope.it

     

    Il disegno della locandina è stato realizzato e donato alla campagna da Gianluca Costantini.

     

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