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Negli altri Paesi

Elogio dell’antiproibizionismo

26 novembre 2014 L'Espresso
di Patrizio Gonnella

Vincono i Repubblicani qua e là negli Stati Uniti, ma l’ondata anti-probizionista sulle droghe non si ferma. La war on drugs sembra fortunatamente un ricordo dell’era Bush e Reagan. Gli Stati di Washington, Colorado, Oregon, Distretto di Columbia e Alaska consentono l’uso non solo terapeutico ma anche ricreativo della marijuana. Là dove si tengono i referendum vincono i liberal e perdono i nostalgici del proibizionismo. La guerra alla droga ha prodotto: aumento dei consumi, arricchimento esponenziale delle organizzazioni del narco-traffico, eccessi punitivi, sovraffollamento penitenziario, costi sociali enormi, aumenti dell’imposizione fiscale. In sostanza la guerra alla droga ha fallito. Gli Usa che l’hanno esportata ora si tirano indietro e cercano di trarre profitto da un’altra politica più rispettosa degli stili di vita individuali. E in Italia?

Lo scorso febbraio la Corte Costituzionale ha abrogato parte della legge Fini-Giovanardi sulle droghe (per motivi procedurali). La Corte di Cassazione ha affermato che va ricalcolata (e dunque ribassata) la pena di chi è stato condannato per spaccio di droghe leggere. Nel frattempo è stata reintrodotta la fattispecie penale della lieve entità al fine di punire meno chi è fermato dalla Polizia con poca roba. L’impianto della legislazione è però ancora vessatorio, punitivo, proibizionista. Non si è spostato l’asse verso posizioni più liberali, anzi. In tantissimi anni di impegno nell’associazionismo mi è capitato di trovarmi una sola volta d’accordo con un esponente della Lega, per la precisione Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia che aveva detto testualmente: «Credo valga la pena cominciare a parlarne seriamente. Il proibizionismo ha fallito». Il dibattito però langue, non decolla. La nostra destra è una destra illiberale. L’area democratica tace e va a ricasco.

Io sono genitore di tre bambini piccoli. Spero siano lontani da ogni eccesso. Provo loro a spiegare la diversità di una droga dall’altra. Ma mai vorrei che vadano a finire in galera per un grammo di hashish.

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