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Home a buon diritto

Il nostro ordinamento prevede come pene principali la reclusione e l’arresto, che consistono nella privazione della libertà per un determinato periodo di tempo. Ma tutto ciò che eccede i limiti fissati dalla Costituzione è da considerarsi fuori legge. Sia quando la pena risulti ingiustificata o sproporzionata rispetto all’entità del danno prodotto, sia quando la pena produca un’afflizione non prevista o si trasformi in un trattamento disumano o comunque offensivo della dignità della persona.

Da qui l’impegno affinché si mettano in atto meccanismi di controllo, capaci di intervenire su tutti i passaggi relativi alla sua applicazione nei confronti dei trasgressori della legge o dei presunti tali. Dall’atto del fermo fino a quello dell’esecuzione della pena. Dalle garanzie della difesa nel processo, a quelle del detenuto in carcere. Questo comporta la critica delle prassi e delle misure penali che appaiono contraddittorie rispetto al dettato costituzionale, alle leggi e ai regolamenti, come l’ergastolo ostativo, il ricorso immotivato all’isolamento o ad altri trattamenti punitivi, l’abuso dei regimi speciali.

E, su un altro piano, la vigilanza massima sui comportamenti delle forze di polizia nel servizio di ordine pubblico e nell’opera di controllo del territorio, nell’attività di custodia dei fermati così come nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria. Un’attenzione altrettanto sollecita va applicata alle altre forme di privazione o sospensione della libertà quali il trattamento sanitario obbligatorio e la detenzione amministrativa, attuata nei centri di identificazione e di espulsione, dei migranti.

Ergastolo ostativo, il luogo comune del «fine pena»

Ergastolo ostativo, il luogo comune del «fine pena»

il manifesto, 07-09-2016
Luigi Manconi

Uno degli effetti del tumultuoso congresso del Partito radicale, tenutosi lo scorso fine settimana nel carcere romano di Rebibbia, è stato quello di illuminare – per quanto parzialmente e provvisoriamente – una questione cruciale. E sconosciuta ai più: quella

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La “sfortunata” storia del signor Nocco e del suo “incontro” con due funzionari di Pubblica Sicurezza e di ciò che ne è conseguito con la Giustizia Italiana.

La “sfortunata” storia del signor Nocco e del suo “incontro” con due funzionari di Pubblica Sicurezza e di ciò che ne è conseguito con la Giustizia Italiana.

26 luglio 2016

A Buon Diritto

Tutto è cominciato a Monopoli il 01 ottobre 2007, una mattina in cui il signor Nocco si accingeva a parcheggiare la sua autovettura e dietro di lui qualcuno suonava insistentemente il clacson. Per rispondere alla pressante sollecitazione sonora il signor Nocco, con un

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Il disegno di legge sulla tortura non rende giustizia a Giulio Regeni

Il disegno di legge sulla tortura non rende giustizia a Giulio Regeni

Huffington Post, 08 luglio 2016

Luigi Manconi

Quando, oltre tre mesi fa, ho ascoltato le parole di Paola Regeni - nel volto di Giulio "diventato piccolo, piccolo, piccolo" ho visto "tutto il male del mondo" - credo di aver capito, come mai in passato, il senso profondo e terribile della pratica

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Parliamo delle libertà personali

Parliamo delle libertà personali

ilPost, 17 luglio 2016

di Luigi Manconi

Luigi Manconi fa delle obiezioni ai magistrati torinesi che hanno risposto a Paolo Virzì sulle misure contro due manifestanti "No Tav"

Due recenti provvedimenti della magistratura torinese suggeriscono qualche riflessione sul rapporto tra diritto penale e

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Il 41 bis spesso è illegale

Il 41 bis spesso è illegale

Il Dubbio, 06-07-2016
Luigi Manconi

Ma perché mai documentare e criticare tutte le violazioni, grandi e piccole, dei diritti fondamentali della persona determinate dalla concreta applicazione del 41bis dovrebbe portare a definire "vera e propria tortura" quello stesso regime? Il circostanziato e

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