Immigrazione: tra le priorità c'è il rimpatrio volontario assistito
[08/02/07] La Commissione De Mistura pensa ad un potenziamento dei Cpa ed auspica un unico sistema nazionale di accoglienza e protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
Una delle proposte emerse dal lavoro della Commissione De Mistura riguarda il rimpatrio volontario assistito, che oggi il ministro Amato, presente alla conferenza stampa di presentazione del rapporto sui centri di permanenza e di accoglienza, ha recepito come una delle linee guida della riforma dell’immigrazione che il governo sta preparando per sostituire la Bossi-Fini. La Commissione ha elaborato una serie di proposte che saranno utilizzate appunto nel processo di riforma legislativa. Prima di tutto la Commissione auspica appunto una riforma normativa che preveda un unico sistema nazionale di accoglienza e protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Si tratta di far evolvere il sistema di protezione attuale (Sprar).
La Commissione auspica inoltre che vi sia una graduale sostituzione dell’attuale sistema dei centri di identificazione e che per quanto riguarda i centri di permanenza si debba attuare il più presto possibile un’operazione trasparenza. Nel rapporto si propone infatti l’accesso ai centri per gli enti, le associazioni, gli enti locali e la stampa. Si propone anche - sempre in vista di un superamento definitivo di questo tipo di strutture - l’istituzione di un difensore dei diritti delle persone private della libertà personale. La Commissione ritiene che il sistema attuale di trattenimento degli immigrati irregolari non risponde alle complesse problematiche del fenomeno, non consente una gestione efficace dell’immigrazione irregolare stessa, comporta disagi alle forze dell’ordine, nonché disagi e frustrazioni alle persone trattenute, comporta costi elevatissimi con risultati non commisurati. È necessario quindi cominciare a diversificare le risposte per categorie di persone, graduare e rendere proporzionali le misure di intervento previste e attuate, incentivare al massimo la collaborazione tra l’immigrato e l’autorità, coinvolgere la società civile alla gestione del fenomeno.
In sostanza si propone il superamento dei Cpta attraverso un processo di svuotamento graduale dei centri di tutte le categorie di persone per le quali non c’è nessuna necessità, né utilità del trattenimento. Il presidente De Mistura, durante la sua presentazione in conferenza stampa al Viminale, ha fatto anche un elenco delle persone che non devono assolutamente stare nei Cpta. In particolare De Mistura ha parlato degli ex detenuti che dovrebbero essere identificati e, se espulsi, rimpatriati a fine pena direttamente dalle carceri. Nei Cpta non dovrebbero neppure starci tutte le potenziali vittime di tratta o di grave sfruttamento del lavoro che dovrebbero essere orientati verso la protezione sociale con rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo.
Nei Cpta non dovrebbero neppure transitare - si legge nel rapporto - cittadini non comunitari irregolari "di ritorno" (overstayers) che dovrebbero poter ottenere un soggiorno per ricerca di lavoro e quindi una opportunità di tornare alla regolarità, o qualora questo non sia possibile, aderire a un programma di rimpatrio concordato ed assistito. Infine una categoria che non deve stare nei Cpta è quella dei cittadini non comunitari, entrati irregolarmente nel territorio, che collaborano per la loro identificazione e aderiscono al programma di rimpatrio concordato. Al contrario dei Cpta, che in prospettiva vanno superati definitivamente (il governo non parla ancora esplicitamente di chiusura, ma si è avviato un processo in quel senso), secondo il presidente della Commissione De Mistura, andrebbero potenziati i Cpa, i centri di accoglienza.
Redattore Sociale - - Migranti
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